Questo periodo assurdo di convivenza forzata con il Covid19, che ci ha catapultati in una realtà che sembrava uno dei tanti film di fantascienza che abbiamo visto negli anni con distacco emotivo e profonda certezza che mai sarebbe successa una cosa simile, ci ha fatto riflettere sull’assoluta caducità non soltanto della salute, delle cose materiali e della nostra stessa vita, ma anche di tutte le attività lavorative, commerciali e aziendali che hanno sempre implicato una prossimità “fisica” o dei contesti di aggregazione e interazione.

Come è potuto accadere che in due soli mesi questa situazione abbia messo drasticamente in ginocchio l’economia mondiale?

Il mio punto di vista, ovviamente, all’interno di questo articolo, non sarà rivolto all’aspetto economico/finanziario di tutto ciò (in quanto mi mancherebbero proprio le basi per poter intavolare un qualsiasi tipo di discorso con nozioni tecniche e fondate sulla cosa!), ma sarà rivolto alla mancata flessibilità o alla mancata consapevolezza che tante cose – soprattutto totali crolli economici – si potevano forse evitare o quanto meno “alleggerire” se ogni attività si fosse convertita a una prossimità virtuale.

Per conversione a una prossimità virtuale, intendo proprio la traslazione di molte attività su tutta una serie di supporti/piattaforme che sono online, e che avrebbero anche solo in parte sopperito alla mancanza di contatto con un pubblico dal vivo.

Garantire un servizio online, attraverso i Social Media, i siti web, gli ecommerce, una buona comunicazione online relativa ai propri servizi offline, riscrivendo le regole e reinventando gli schemi soliti, non significa simulare la normalità o la vita pre-Covid19, ma significa proprio crearne una nuova, anche se questo può significare investire tempo, creatività e risorse.

La vita di tutti sta andando in direzioni differenti, indietro non si tornerà più, la quotidianità avrà una nuova consapevolezza e quindi questo “paracadute” del mondo digitale, forse, potrebbe non essere solo una soluzione temporanea al problema, ma potrebbe essere una nuova consuetudine, una nuova garanzia che molte, moltissime cose, potrebbero in questo modo essere prevenute o addirittura del tutto evitate, come la chiusura delle attività che se si fossero adattate all’online, forse sarebbero ancora qui.

“L’adattamento è il risultato della selezione naturale. Con il termine adattamento si intende qualsiasi caratteristica di una specie che ne migliori le capacità di sopravvivenza in un determinato ambiente.”

Ecco.

Cerchiamo di farlo. Adattiamoci. Reinventiamoci. Riscriviamo le regole.

Se hai bisogno di una consulenza per rilanciare il tuo brand o la tua comunicazione online, non esitare a scrivermi!